A Udine il corso di studi in Internet of things

Essere sempre al passo con i tempi e, possibilmente, anche oltre. Con tale obiettivo, i giovani studenti che si stanno accingendo a entrare nel mondo universitario potranno specializzarsi attraverso il nuovo corso di laurea triennale che l’Università di Udine ha messo loro a disposizione in “Internet of things, big data and web”. Ma che cosa contiene il percorso di studi? E quali sono le sue principali caratteristiche, e i benefici che dovrebbe apportare a tutti i giovani studenti che sceglieranno di scommettere sulla propria professionalità all’interno di questo settore?

Stando a quanto è stato reso noto, il percorso accademico triennale sarà una sorta di evoluzione del già esistente corso in “Tecnologie web e multimediali” e sarà coordinato da Agostino Dovier, professore di Computer Science del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. L’obiettivo è quello di formare dei nuovi esperti nelle logiche dei social network e dell’analisi dei big data e delle diverse tecnologiche che sono in grado di arricchire di funzionalità e di utilità il mondo di Internet, garantendo così ai giovani che si impegneranno in questo settore nuovi sbocchi professionali di sicuro interesse e appetibilità futura.

Stando alle caratteristiche, una parte fondamentale di questo innovativo percorso di studio sarà rappresentato dalle tante attività che saranno svolte in laboratorio, coinvolgendo così i giovani in maniera diretta. Vi sarà inoltre la possibilità di svolgere dei tirocini formativi direttamente nelle aziende, in modo tale da poter formare al meglio gli studenti “sul campo”. Gli stessi studenti che, si augurano dall’Università friulana, nell’arco di pochi anni potrebbero trovarsi protagonisti nel mondo del lavoro, andando a soddisfare – con la propria professionalità – le crescenti richieste digitali delle aziende e delle istituzioni italiane.

Già ora, peraltro, le opportunità non sembrano mancare. Stando agli ultimi dati disponibili, infatti, il 22 per cento delle posizioni aperte nel mercato digitale rimane vacante a causa dell’assenza di specialisti nel mondo digital: gli italiani occupati nel settore digitale sono il 12 per cento, una percentuale ben più bassa della media europea, che si attesta invece al 16 per cento…

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