Studenti verso il liceo: scelto da oltre la metà degli alunni

Il liceo? È sempre più preferito dagli studenti italiani, visto e considerato che oltre la metà di coloro che hanno scelto un istituto superiore, hanno scelto proprio il liceo. È quanto emerge dalla recente ricerca condotta dal MIUR, secondo cui il 54,6 per cento dei ragazzi e delle ragazze che si trovano all’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, ha scelto il liceo come scuola superiore, contro il 53,1 per cento dell’anno precedente. In altri termini, in un anno il liceo guadagna ben 1,5 punti percentuali in più di preferenze, con il liceo scientifico in testa, con il 25,1 per cento delle preferenze, davanti al classico con il 6,6 per cento (6,1 per cento l’anno precedente). Sono invece in calo gli iscritti agli istituti tecnici e professionali, con gli iscritti ai primi che sono il 30,3 per cento contro il 30,4 per cento, e con gli iscritti ai secondi che passano al 15,1 per cento contro il 16,5 per cento di un anno prima.

I risultati sono piuttosto soddisfacenti anche per quanto concerne gli altri licei. Il liceo linguistico, ad esempio, è scelto quest’anno dal 9,2 per cento degli studenti, mentre sono in aumento gli studenti del liceo artistico, dal 4,1 per cento al 42, per cento, e gli studenti delle scienze umane, dal 7,6 per cento al 7,9 per cento del 2017. Buona la tenuta dei licei musicali e dei licei coreutici, con lo 0,9 per cento, la stessa quota di “mercato” dello scorso anno. Tra gli indirizzi del liceo scientifico, a costituire un forte apprezzamento è il ramo delle scienze applicate, che aumenta dal 7,6 per cento al 7,8 per cento. Bene anche l’indirizzo sportivo, dall’1,4 per cento del 2016 all’1,6 per cento del 2017.

Tornando in ultima istanza dagli istituti tecnici, il calo dell’indirizzo economico porta la percentuale dall’11,4 per cento all’11,2 per cento. L’indirizzo tecnologico tiene invece meglio le sfide, mantenendo una percentuale del 19 per cento. Negli istituti professionali delude il settore dei servizi, con una contrazione degli iscritti che passa dal 10,5 per cento dell’anno precedente al 9,6 per cento dell’attuale.

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