Portare pistole all’Università: sembra incredibile ma in Texas si può

gun-615237_960_720Sembra incredibile, ma in Texas da qualche giorno è del tutto lecito portare armi, anche non visibili, nei campus e nelle aule universitarie. Il “merito” (se così si può dire, pure con le virgolette) è relativo all’ingresso ufficiale in vigore di una legge – che definire controversa è evidentemente riduttiva – voluta dalla maggioranza repubblicana, che consente ai cittadini di età maggiore ai 21 anni, e in possesso di una licenza per le armi non a vista, di potarle ovunque e, pertanto, anche negli atenei. Una risposta chiara, e con i fatti, all’invito dell’amministrazione statunitense guidata da Barack Obama a ridurre o bloccare la concessione e la circolazione “facile” di armi, dinanzi alle numerose stragi.

Ad aggiungere ulteriori riflessioni vi è inoltre l’elemento rappresentata dalla data di applicazione della legge: il 1 agosto. Come quel 1 agosto del 1966, quando Charles Whitman, un cecchino addestrato dai marines, scelse di fare una strage aprendo il fuoco dalla campanile dell’University of Texas, e uccidendo 17 persone in quella che, a ragione o a torto, è considerata comunemente come la prima grande uccisione di massa in una scuola degli Stati Uniti.

Appare chiaro come il governatore del Texas, creando una coincidenza temporale tra l’entrata in vigore e il 50esimo anniversario della strage universitaria, abbia voluto ribadire come, secondo loro, armare i buoni è una buona misura contro gli attacchi perché mette le persone che possiedono legalmente un’arma in condizione di difendersi. Un atteggiamento naturalmente fortemente contrastato dalla parte democratica, che è preoccupata dalle conseguenze che questa misura potrebbe avere nell’aumentare le violenze ed i suicidi nel campus.

Tra gli oppositori all’entrata in vigore della legge si registra anche il forte dissenso all’interno delle università pubbliche del Texas. In particolare, ricorda anche la stampa italiana, si riscontra la posizione del preside della facoltà di Architettura che ha rinunciato all’incarico in segno di protesta. Le proteste si sono avute principalmente nell’Università liberal di Austin, dove i professori hanno ottenuto che nei loro uffici venga vietato di entrare armati. Anche nella maggioranza delle università private si è già ottenuto di non applicare la legge, continuando a vietare le armi, nonostante gli impulsi legislativi…

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