Università, cresce l’attenzione sui profili social degli studenti

I social media giocano spesso un ruolo decisivo nel processo di ammissione degli studenti alle Università private o che disciplinano l’ingresso di nuovi iscritti. Un recente sondaggio compiuto negli Stati Uniti – con un trend che immaginiamo possa presto rivelarsi ben valido anche qui da noi – ha infatti affermato come meno di un terzo delle Università guardi effettivamente i profili dei social media dei propri iscritti quando vengono assunte decisioni di ammissione. Una minoranza, dunque, ma pur sempre protagonista di un continuo progresso.

In particolare, il dossier ha evidenziato come la maggior parte dei responsabili dei team di ammissione alle Università degli Stati Uniti sui futuri studenti, ritenga che sia equo e corretto, per le Università, visitare i profili social media dei richiedenti l’ammissione nel momento in cui si decide chi ammettere alla propria istituzione, e chi no.

In particolare, un primo sondaggio condotto su 388 funzionari responsabili delle ammissioni nelle Università degli Stati Uniti ha rilevato che il 68% riteneva corretto poter visitare profili social su Facebook, Instagram e Twitter per aiutarsi a scegliere a chi offrire un posto universitario, nonostante il fatto che meno di un terzo (29%) abbia poi detto che in realtà si sia concretamente impegnato in questa pratica, contro il 35 per cento dell’anno scorso.

Un secondo sondaggio condotto su un campione di 914 studenti delle scuole superiori statunitensi ha poi rilevato che il 70% considera la lettura dei profili dei social media  da parte dei responsabili delle ammissioni universitarie come una  “invasione della privacy”, in aumento rispetto al 58% nel 2014.

Le indagini sono state condotte da Kaplan Test Prep, che offre corsi di preparazione per i test di ammissione all’Università negli Stati Uniti e nel Regno Unito.  Kaplan sostiene inoltre che un quinto dei responsabili delle ammissioni (20%) abbia dichiarato che la propria università ha una linea guida o una politica ufficiale in questo settore e, tra gli intervistati, il 33% ha affermato di non avere il permesso di guardare i profili dei candidati sui social media quando prende decisioni di ammissione. Quasi 1 funzionario su 10 ha infine aggiunto di aver revocato l’offerta di ammissione di uno studente in arrivo a causa di ciò che aveva trovato sui social media. L’anno scorso, la sola Università di Harvard ha revocato le offerte di ammissione a 10 studenti dopo aver appreso di aver condiviso messaggi offensivi su un gruppo di messaggistica privata di Facebook.

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