Ricerca studentesca identifica suoni di tempeste solari

Come parte di un progetto di ricerca della Queen Mary University of London, gli studenti della scuola hanno identificato con successo i suoni causati da una tempesta solare nello scudo magnetico terrestre.  I risultati, ottenuti da un gruppo di studenti di 12 anni della Eltham Hill School nel sud-est di Londra, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Space Weather.

Il progetto ha incoraggiato le scuole londinesi a partecipare alla ricerca universitaria, e lo studio che ne è scaturito presenta un nuovo approccio alla ricerca scientifica, rendendo i dati udibili per gli studenti di tutte le scuole.

Lo scudo magnetico terrestre, che ci protegge dalle radiazioni nocive provenienti dal Sole e da sorgenti più lontane, è ricco di una sinfonia di suoni a bassissima frequenza. Questi suoni, o onde, sono troppo bassi per poterli sentire, ma un ricercatore della Queen Mary ne ha reso udibili le registrazioni satellitari accelerandone drasticamente la riproduzione.

Il gruppo di studenti ha così identificato una serie di onde il cui passo è diminuito nel corso di diversi giorni. Hanno scoperto che questo evento si è verificato dopo che un’emissione di massa coronale o ‘tempesta solare’ ha causato un grande disturbo all’ambiente spaziale terrestre. Lo studio mostra che le onde erano in qualche modo come le vibrazioni di una corda di chitarra pizzicata che forma una nota distinta, ma applicata al campo magnetico terrestre, mentre il passo variabile era dovuto al processo di recupero del nostro ambiente spaziale dopo la tempesta.

Eventi come questi sono stati raramente discussi, ricordano gli studiosi, ma sfruttando la riproduzione accelerata dei dati udibili e le sorprendenti capacità dell’orecchio umano, lo studio rivela molti modelli simili presenti nei dati che dimostrano che sono molto più comuni di quanto si pensasse in precedenza.

Il dottor Martin Archer, fisico spaziale della Queen Mary’s School of Physics and Astronomy e responsabile accademico del progetto, ha detto che i risultati potrebbero trasformare il campo, consentendo a più membri del pubblico di contribuire alla ricerca semplicemente ascoltando i dati e trovando cose che gli scienziati potrebbero aver perso.

Isobel Currie, uno degli studenti della Eltham Hill School coinvolti nel progetto, ha aggiunto che “è stato davvero sorprendente sentire quanto sia stato significativo l’evento che abbiamo trovato e che costituirà la base di un vero e proprio lavoro scientifico. Abbiamo acquisito così tanta esperienza e sviluppato molte abilità durante la nostra ricerca che saranno utili durante il nostro tempo all’università, e ci ha dato una grande visione del lavoro condotto a quel livello”.

 

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