Università: come cambiano le tasse

knowledge-1052014_960_720Il mondo delle tasse universitarie sta per cambiare e, almeno per una platea di 300 mila famiglie, potrebbe cambiare in meglio. La legge di Bilancio 2017 prevede infatti la fissazione di una no tax area che potrebbe interessare tutte le famiglie con figli all’Università e dichiarazioni Isee sotto quota 13 mila euro: una platea di circa 300 mila nuclei, se ci si riferisce a quanto emerge dall’ultimo monitoraggio Isee riferito al 2015.

Pertanto, ammesso che le cose non cambino con l’esame parlamentare della legge, chi non supera i 13 mila euro di indicatore Isee non pagherà alcuna tassa universitaria. A patto, però, che lo studente sia in regola con gli studi o, quanto meno, abbia raggiunto un certo numero di crediti. Il sistema di calcolo così revisionato interesserà però anche coloro che hanno un indicatore Isee superiore, ma non ai 25 mila euro: la dichiarazione Isee tra i 13 e i 25 mila euro condurrà infatti nuove agevolazioni, considerato che si pagherà proporzionalmente al reddito in base a una percentuale (l’8%) della quota di Isee eccedente i 13mila euro. Insomma, nel caso di Isee massimo, di 25 mila euro, si pagheranno al massimo 960 euro, oltre al contributo regionale, e sempre a patto che lo studente sia regolare.

Tra le ipotesi poste al vaglio del quotidiano Il Sole 24 Ore c’è anche quella per i fuori corso, ma con Isee minore di 25 mila euro. Per costoro, sempre a patto che rispettino il requisito dei crediti (25 punti conseguiti nei 12 mesi antecedenti il 10 agosto dell’anno di iscrizione) viene comunque prevista un’agevolazione sulle tasse, con una quota minima da pagare di 200 euro.

Insomma, alla luce di ciò la platea di famiglie potenzialmente interessate dalle novità dovrebbe aggirarsi tra le 600 e le 700 mila unità. Per quanto invece concerne la posizione degli atenei, che dovranno essere risarciti dai mancati introiti delle tasse, la manovra prevede un incremento del fondo per il finanziamento ordinario delle università statali di 40 milioni di euro nel 2017 e a partire dal 2018 di 85 milioni di euro.

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