Condannati i prof universitari che copiarono la tesi di una studentessa

medical-563427_960_720Nelle Università italiane succede un pò di tutto. Compreso il fatto che alcuni professori possano finire sotto accusa per aver copiato il lavoro di una propria studentessa per un brevetto, senza averla però mai citata. E così, quattro professori dell’Università di Firenze sono stati condannati per aver “rubato” la tesi ad una studentessa, brevettando un innovativo kit per poter diagnosticare e trattare la sclerosi multipla, senza però compiere la meritata e meritevole citazione della giovane nella loro pubblicazione. La condanna ha previsto un risarcimento all’ateneo, costretto poi a risarcire a sua volta la giovane scienziata con una parte dei diritti del brevetto.

Della vicenda si sono occupati tutti i principali quotidiani italiani e, per primo, il quotidiano La Repubblica, che ha ricostruito la vicenda… partendo dalla fine: la Corte dei Conti ha infatti imposto all’ateneo di versare 153 mila euro alla studentessa, che oggi è ricercatrice, ma a Milano. I docenti dovranno invece sborsare 77 mila euro per il danno erariale provocato all’amministrazione.

Tornando all’inizio, invece, pare che i fatti abbiano avuto inizio nel 2005, quando la ricercatrice chiese delle spiegazioni sull’utilizzo delle scoperte che erano state contenute nella propria tesi, elaborata anni prima. I docenti si sarebbero rifiutati, e venne così avviata una causa civile nel capoluogo lombardo. Nonostante la richiesta di conciliazione che fu presentata dagli avvocati della studentessa, i docenti si sarebbero rifiutati. Si giunse così a sentenza, con il giudice che ha imposto il risarcimento del danno e il pagamento delle spese a vantaggio della ricercatrice.

Era la fine del 2012, con la Corte che iniziò ad analizzare la questione, con interruzione in attesa dell’appello. In appello venne poi confermata la condanna al pagamento della stessa cifra di 153 mila euro, passata in giudicato nel febbraio del 2016, considerato che l’Università di Firenze ha deciso di non presentare ricorso in Cassazione. Pare inoltre che l’Università di Firenze abbia già stanziato la somma impostagli dai giudici, ma che la Corte dei Conti stia aspettando che i professori paghino la loro parte del danno arrecato alla giovane ricercatrice…

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