Neet, in Italia il 20% dei giovani non studia nè lavora

In inglese si chiama Neet. Un acronimo con il quale abbiamo purtroppo iniziato a prendere la giusta confidenza, e che “cela” il significato di “neither employed nor in education or training“. Ovvero, giovani che non stanno lavorando, non stanno studiando, non stanno facendo tirocini. Giovani che dunque non sono impegnati a mettere a frutto le proprie competenze nè a formarne di nuove, e che oggi in Italia sono in grado di rappresentare una quota della popolazione complessiva pari a oltre il 20% di coloro che hanno un’età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Con una simile percentuale, l’Italia è tra i Paesi europei con la maggiore gravità statistica, condividendo con Spagna, Croazia, Grecia, Bulgaria, Macedonia e Turchia lo stesso problema con entità più o meno similari. Come sottolineato da uno studio del Pew Research Center di Washington, gli esperti stanno dedicando sempre maggiore attenzione ai Neet, specialmente quanto il loro numero rimane elevato in maniera costante. Il timore è che senza assistenza, i giovani che oggi sono economicamente inattivi non avranno la possibilità di conseguire quella capacità utile per potersi integrare pienamente nel sistema economico, rappresentando altresì una potenziale fonte di tensioni sociali.

“Il tasso di presenza di Neets è cresciuto sia negli Stati Uniti che in Europa nel corso della crisi. Tuttavia mentre negli Usa si è registrata una rapida discesa, il Vecchio continente si trova ancora abbondantemente sopra i livelli pre-crisi” – prosegue poi in tal proposito il centro di ricerca americano.

Per quanto concerne la discrepanza statistica, il centro ricorda che solamente in parte sembra essere dovuta alle differenze nella raccolta dei dati dalle diverse parti dell’Oceano. L’Eurostat, ad esempio, considera l’età lavorativa dai 15 anni in su, ma l’Istituto di statistica americano alza l’asticella ai 16 anni.

Ad ogni modo, quel che appare è una concreta stabilità del dato: “In Europa nel 2014 il 15,4% della popolazione con un’età da 15 a 29 anni, ossia circa 13,4 milioni di persone, rientravano nella categoria dei Neet. Il dato ha subito poche variazioni dal 2010” – dicono dal Pew.

Nel vecchio Continente, la situazione è sicuramente migliore nell’Europa settentrionale, con Norvegia, Svezia, Danimarca, Olanda (e Germania, Austria e Svizzera) che hanno le percentuali minori di Neet (sotto il 10%). La situazione peggiore è nell’Europa meridionale.

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