Cos’è la menzione accademica e in quali casi viene assegnata

menzione accademica

La menzione accademica (chiamata in molti atenei anche menzione d’onore o speciale) è un elogio formale che la commissione di laurea può assegnare a chi ottiene già il massimo dei voti: 110 e lode. Non cambia il punteggio finale del diploma, ma premia chi ha mantenuto una media esami quasi perfetta, si laurea nei tempi previsti senza finire fuori corso e presenta una tesi sperimentale con un impianto di ricerca solido.

menzione accademica

Che differenza c’è tra 110 e lode, menzione d’onore e dignità di stampa?

Quando si parla di sedute di laurea si tende a fare un gran calderone tra votazione massima, elogi a verbale e raccomandazioni per la ricerca. In realtà si tratta di tre passaggi formali ben distinti.

I tre riconoscimenti previsti nelle università italiane hanno funzioni diverse:

  • 110 e lode rappresenta il voto vero e proprio. Risulta direttamente sul certificato di laurea e nasce dalla somma tra la media ponderata di partenza e il punteggio attribuito dalla commissione per la discussione della tesi.
  • Menzione accademica o menzione d’onore: guarda invece a tutto il percorso universitario dello studente. Valuta la costanza dei voti alti anno dopo anno, il numero di lodi accumulate negli esami e il rispetto della durata legale del corso di studi.
  • Dignità di stampa: ignora del tutto la media esami e si concentra esclusivamente sulla tesi. La commissione certifica che l’elaborato ha un valore scientifico originale e consiglia di pubblicarlo, in tutto o in parte, su riviste accademiche o collane di settore.

Mentre la lode incide sul voto numerico che finisce sul diploma, la menzione e la dignità di stampa sono annotazioni formali verbalizzate a fine discussione. Questo significa che uno studente può chiudere con 110 e lode senza ricevere la menzione se la sua media o i suoi tempi di laurea non rispettano i parametri interni dell’università. Allo stesso modo, un laureato con una media ordinaria può proporre una ricerca sperimentale così innovativa da guadagnarsi la dignità di stampa, pur senza avere i requisiti per la menzione d’onore.

Di solito chi riceve la dignità di stampa si impegna con il relatore a rielaborare la tesi sotto forma di articolo scientifico, oppure ne deposita una copia cartacea rilegata nella biblioteca centrale della facoltà. Poiché non esiste una legge statale che fissi paletti identici per tutti gli atenei, sono i singoli senati accademici a decidere se concedere questi elogi insieme o tenerli separati.

Quali sono i requisiti reali per ottenere la menzione accademica?

Nessun docente può assegnare la menzione di propria iniziativa. Ogni ateneo fissa regole scritte all’interno del proprio Regolamento Didattico, attuando l’articolo 11 del Decreto Ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270.

Riconoscimento Punteggio di partenza Tempi di laurea Votazione della commissione Cosa viene valutato
110 e lode Tra 102 e 104 su 110 In corso oppure fuori corso Unanimità dei presenti Esami sostenuti e discussione tesi
Menzione accademica d’onore Media ponderata pari o superiore a 29/30 (o 108/110) Solo studenti regolari in corso Unanimità assoluta senza dissensi Tutta la carriera universitaria
Dignità di stampa Nessun vincolo sulla media esami Qualsiasi anno di iscrizione Unanimità con parere del controrelatore Solo la tesi sperimentale

Le soglie numeriche variano da facoltà a facoltà, ma i parametri di fondo si somigliano quasi ovunque. Per accedere alla menzione serve presentarsi alla discussione con una media esami altissima, in genere pari ad almeno 29 su 30 o con un punteggio di partenza di 107 o 108 su 110. Molti corsi pretendono anche un numero minimo di lodi conquistate negli anni, ad esempio tre o quattro, e non ammettono voti bassi nei piani di studio.

L’altro ostacolo insormontabile è il fattore temporale, chi va fuori corso, anche solo per una sessione autunnale o straordinaria, perde quasi sempre il diritto alla menzione. Questo riconoscimento resta riservato a chi finisce nei tre anni della triennale, nei due della magistrale o nei cinque del ciclo unico.

Durante la seduta a porte chiuse è il relatore a proporre l’encomio ai colleghi. La commissione analizza la carriera, pesa la qualità dell’elaborato e verifica l’eventuale svolgimento di periodi di studio all’estero con il programma Erasmus. Basta che un solo commissario esprima parere contrario per bloccare tutto, perché la regola impone l’unanimità. Se tutti approvano, il presidente proclama la menzione insieme al voto finale davanti al pubblico.

Quanto vale davvero la menzione nei concorsi pubblici e nel lavoro?

Molti neolaureati si chiedono se questo riconoscimento serva a qualcosa di pratico o se rimanga solo una soddisfazione personale da incorniciare. La risposta cambia a seconda della selezione a cui si partecipa.

Nelle selezioni pubbliche e private il peso della menzione si divide in quattro ambiti:

  • Concorsi pubblici ordinari in cui la valutazione segue le tabelle del bando ufficiale. La menzione non sostituisce il voto di laurea, ma alcuni enti prevedono un punteggio extra per chi ha chiuso con lode ed encomio.
  • Bandi per il dottorato di ricerca dove le commissioni universitarie valutano la carriera accademica. In questo caso la menzione e la dignità di stampa garantiscono punti preziosi per superare la fase dei titoli e accedere al colloquio orale.
  • Borse di studio e premi di laurea promossi da enti e fondazioni private che usano spesso la menzione come criterio di spareggio quando più candidati si presentano con 110 e lode.
  • Selezioni nelle grandi aziende e negli studi professionali dove i responsabili delle risorse umane guardano alla menzione come prova di serietà, metodo di lavoro solido e capacità di rispettare le scadenze.

Nei concorsi per impieghi amministrativi ordinari, regolati dal Decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, il punteggio principale resta quello su base centodieci. Tuttavia, le commissioni esaminatrici possono stabilire criteri specifici nelle tabelle dei titoli. Quando si concorre per ruoli direttivi, carriere diplomatiche o posizioni tecniche nell’alta pubblica amministrazione, quei decimi di punto assegnati alla menzione possono fare la differenza tra entrare tra i vincitori o finire tra gli idonei non ammessi.

Nel mondo accademico il riscontro è ancora più evidente, chi vuole proseguire con la ricerca o con un assegno post-dottorato trova nella menzione e nella dignità di stampa una prova tangibile delle proprie competenze analitiche, elemento che pesa parecchio nel confronto con altri profili eccellenti.

Dove si trova la menzione nei documenti di laurea e come scriverla nel CV

Per spendere bene questo titolo senza commettere errori formali o sembrare imprecisi, bisogna sapere dove viene registrato e come riportarlo nei documenti professionali.

I riferimenti formali dell’encomio si trovano in quattro documenti:

  • Verbale di laurea firmato dai docenti della commissione subito dopo la proclamazione, che custodisce la delibera ufficiale della menzione.
  • Certificato storico di laurea con esami rilasciato dalla segreteria studenti, valido per usi amministrativi, che riporta per iscritto la dicitura della menzione accanto al 110 e lode.
  • Diploma Supplement bilingue redatto in italiano e inglese secondo gli standard europei, che contiene un riquadro specifico con tutti gli encomi assegnati allo studente.
  • Voce istruzione del Curriculum Vitae dove inserire il titolo di studio, l’ateneo di appartenenza, l’anno e il risultato completo.

Nel curriculum vitae conviene presentare la menzione in modo pulito e senza giri di parole. Per il mercato italiano la formula migliore è: Laurea Magistrale in [Nome Corso], votazione 110/110 con lode e menzione accademica. Se la commissione ha deliberato anche la dignità di stampa, è utile indicarla subito sotto insieme al titolo della tesi e all’argomento affrontato.

Se invece stai preparando un curriculum in inglese per candidarti all’estero o in una multinazionale, la formula corretta è: Master’s Degree in [Corso], Final Grade: 110/110 cum laude and special academic mention (oppure summa cum laude with honors per gli standard statunitensi). Quando un datore di lavoro o un bando richiede una prova scritta dell’encomio, basta richiedere alla propria segreteria studenti il Diploma Supplement, che certifica il percorso a livello comunitario senza bisogno di marche da bollo o traduzioni asseverate.

FAQ – Domande frequenti

La menzione accademica si può ottenere anche alla triennale?

Sì, se il regolamento del corso triennale la prevede espressamente, anche se molti atenei la riservano solo alle lauree magistrali e a ciclo unico.

Cosa succede se un docente della commissione non è d’accordo?

La menzione non viene assegnata: l’approvazione richiede sempre l’unanimità di tutti i membri della commissione di laurea.

La menzione d’onore garantisce la pubblicazione della tesi?

No, la menzione premia la carriera dello studente; per consigliare la pubblicazione editoriale dell’elaborato serve il riconoscimento distinto della dignità di stampa.

Chi va fuori corso può ricevere la menzione accademica?

Quasi mai: nella maggior parte delle università italiane finire fuori corso anche per una sola sessione fa decadere la possibilità di riceverla.

La menzione viene scritta sulla pergamena di laurea?

Dipende dall’ateneo: compare sempre nel certificato con esami e nel Diploma Supplement, mentre sulla pergamena compare a discrezione della grafica della singola università.