25 lug

La protesta studentesca in Canada diventa un caso Onu

Generale - La forte repressione contro la protesta studentesca costringe le Nazioni Uniti ad aprire una pratica contro le violenze della polizia

La protesta studentesca in Canada diventa un caso Onu

La crisi economica sta corrodendo numerosi sistemi universitari, oltre al nostro.

La protesta in questo momento si è spostata in Canada dove dal 13 febbraio, giorno in cui il governo liberale di Jean Charest ha decretato un aumento delle tasse universitarie del 75% in modo graduale per i prossimi 5 anni, è iniziata la rivolta studentesca già battezzata “la primavera dell’acero”.

Nei prossimi anni si passerà dunque dai 2.168 dollari – circa 1.683 euro - ai 3.793 dollari annui - 2.945 euro -  di tasse. Troppo per gli studenti canadesi, abituati ad un sistema economico che gli poteva garantire le tasse più basse dell’intera America del Nord.

La folla di manifestanti - più di 300.000 su un totale di 400.000 studenti iscritti alle università canadesi -  ha utilizzato un quadrato rosso come emblema della protesta. Un simbolo che sta a significare “in rosso al quadrato”, ovvero il debito stimato di 27.000 dollari che colpirà ogni studente canadese.

Ma la miccia che ha acceso oltremodo gli animi della protesta, causando numerosi problemi in tutta la nazione e in particolare a Montreal, è stata l’approvazione della legge 78 – meglio conosciuta come la “legge manganello” – secondo la quale sono limitati forzatamente il diritto di manifestazione dei cittadini canadesi, e in particolare le associazioni studentesche.

Secondo questa disposizione le unioni  ritenute responsabili – chissà poi da chi?! - di disturbare o di non consentire il regolare svolgimento delle attività dell’ateneo saranno multate fino a 125.000 dollari e le associazioni potrebbero perdere anche un trimestre di contributi per ogni giorno di opposizione.

A questo punto non solo gli studenti, ma tutti i cittadini della zona del Québec hanno preso parte alle proteste attraverso quello che è stato definito come il “movimento delle pentole”: ogni sera centinaia di persone scendono per strada battendo fragorosamente delle pentole. Per farsi sentire, da un governo responsabile di minare le libertà dello stato canadese.

Le dure repressioni della polizia – sono stati calcolati circa duemila arresti e decine di feriti gravi – hanno costretto l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ad aprire una pratica contro i probabili eccessi di aggressività delle forze dell’ordine.

 

[ 25/07/2012 - Andrea Valiante ]

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